28/4/2012. Regista: John Madden. Sceneggiatura: Ol Parker.
Interpreti: Judi Dench, Bill
Nighy, Tom Wilkinson, Maggie Smith, Dev Patel. 123 min. USA. 2012. Adulti.
(S)
Il regista di Shakespeare
in love e Il debito inizia questo
film abbastanza bene, che già partendo dal poster, ne suggerisce il contenuto e
il tono. L'inizio è agile e ha forza; e fa pensare che possa essere un dramedy valido. Non è così. Quello che segue
è un vaudeville interminabile e ridicolo, con grandi e veterani attori facendo
il possibile con personaggi patetici. Didascalica, politically correct, morbida, superficiale, banale.
L’eccesso di pittoreschismo indiano e un estenuante Dev
Patel (The Millionaire) finiscono la pazienza
del sofferto spettatore, che dopo aver superato le quasi due ore, può pensare a
quanto facile sarebbe stato fare un film decente utilizzando le stesse risorse.
Alberto Fijo. ACEPRENSA.
28/4/2012.
Regista: McG. Sceneggiatura: Timothy Dowling, Simon Kinberg. Interpreti: Reese
Witherspoon, Chris Pine, Tom Hardy, Til Schweiger, Angela Bassett. 97
min. USA. 2011. Adulti. (XD)
Reese Witherspoon cerca di riconquistare il titolo di
regina della commedia in un prodotto insipido, noioso e senza originalità. Foster
e Tuck sono agenti semisegreti, dinamici, coraggiosi e soprattutto buoni amici,
nonostante le loro differenze di carattere. Un giorno scoprono di essere
innamorati della stessa ragazza. Nessuno dei due è disposto a rinunciare, così
decidono di sviluppare un rigoroso regolamento ... e vinca il migliore. Un film
rozzo, di cattivo gusto, per nulla attraente. Ana Sánchez de la
Nieta. ACEPRENSA.
24/3/2012. Regista: Tarsem Singh. Sceneggiatura: Melissa
Wallack, Jason Keller. Interpreti:
Lily Collins, Julia Roberts, Armie Hammer, Nathan Lane, Sean Bean. 106 min. USA.
2012. Tutti. Nelle sale dal 4 aprile.
Se non fosse perché è della Pixar, non ti aspetteresti
niente da una versione per il vasto pubblico (bambini ma anche adulti) di una
fiaba del compendio dei fratelli Grimm universalmente nota. L'ultimo fiasco è
stato Cappuccetto Rosso Sangue di
Catherine Hardwicke.
Questa Biancaneve
è, sorprendentemente, un film di notevole qualità: divertente, ben scritto, ben
recitato e con una grande forza visuale. Dice Bernie Goldmann, uno dei
produttori, che si sono proposti “di fare una versione reale di Biancaneve che
avesse il sentimento, la dimensione e la portata di un film d'animazione”. E
questo è uno dei grandi successi di un film che, in qualsiasi momento, non perde
né il ritmo, né il senso dell'umorismo propri dei buoni titoli animati.
L’inizio –sensazionale- dà il tono: senza trascurare la
storia, il film cura al massimo tutti gli aspetti visivi e tecnici. Si sente
l'influenza del regista indiano Tarsem Singh (The Fall), che imprime un vigoroso marchio Bollywood alla scenografia,
la coreografia delle battaglie, la fotografia e i costumi.
E qui il merito cresce, perché non c'è fiaba più
conosciuta di Biancaneve, e malgrado questo, il team di sceneggiatori riesce a
creare intrighi e mantenere il tono in un modo molto abile. In questo senso, il
ruolo -e il momento- della famosa mela- mi sembra una genialità.
Julia Roberts ricama il suo ruolo di odiosa matrigna. Lily
Collins (figlia del musicista Phil Collins) interpreta con scioltezza una
Biancaneve a metà strada tra la tradizionale principessa della commedia
romantica e la moderna eroina d'azione. Ana
Sánchez de la Nieta.
ACEPRENSA.
24/3/2012. Regia: Eric Toledano, Olivier Nakache. Sceneggiatura:
Eric Toledano, Olivier Nakache. Interpreti: François Cluzet, Omar Sy, Audrey
Fleurot, Anne Le Ny, Clotilde Mollet. 115 min. Francia. 2011. Giovani.
Arriva in Italia la commedia Quasi amici,
dopo aver avuto un straordinario successo di pubblico in Francia (più di 19
milioni di spettatori), che si aggiunge ad alti incassi in altri paesi, come la
Germania o Svizzera.
Il
film è un adattamento molto libero di un evento reale, ed è stato in ogni
momento sotto la supervisione dei veri protagonisti. Philippe è un miliardario
parigino che è rimasto tetraplegico dopo un incidente di parapendio. Assume
come infermiere e assistente a Driss (Omar Sy, PremioCésar per il
migliore attore), un senegalese delinquente e dei bassifondi che diventa il contrappunto
esistenziale che cercava Philippe. Da questo insolito rapporto emerge una amicizia che a poco a poco li
umanizza.
Questa commedia esilarante non è del tutto originale, e
ricorda altri film come i francesi Il
mondo di Marty (Denis Bardiau, 2000) o il più popolare Lo scafandro e la farfalla (Julian Schnabel, 2007), ispirato
anch’esso da eventi reali.
In questo caso, la freschezza della messa in scena, la mancanza
di inibizione e la combinazione vincente di umorismo e tenerezza, fanno di Quasi amici un film speciale. Nonostante
l’ottimismo antropologico, il film è molto francese nel relativismo e mancanza
di riflessione sul senso di una vita amputata. In positivo, propone l'amore
come guarigione, loda la responsabilità sulla propria vita ed esalta il valore
della diversità e della amicizia gratuita. Juan
Orellana. ACEPRENSA.
24/3/2012. Regista: Andrew Stanton. Sceneggiatura:
Andrew Stanton, Mark Andrews. Interpreti: Taylor Kitsch, Lynn
Collins, Samantha Morton, Mark Strong, Ciarán Hinds. 132 min. USA. 2012.
Giovani.
Stati Uniti nel tardo XIX secolo. Un giovanissimo Edgar
Rice Burroughs si fa carico dell’eredità di suo zio John Carter. E, attraverso
il suo diario segreto, conosce l'incredibile odissea di questo ex ufficiale
confederato, veterano della guerra civile, che inspiegabilmente è stato
trasportato al pianeta Barsoom (Marte). Lì, Carter è stato coinvolto in una guerra
tra tribù guerriere e strani esseri selvaggi, al lato del nobile Tars Tarkas e della
bella principessa Dejah Thoris, che combattono contro il tirannico Matai Shang.
L'accidentale coinvolgimento di Carter sarà decisivo.
Una delle stelle della Pixar, lo scrittore-regista Andrew
Stanton, massimo responsabile di WALL • E,
segue le orme del suo collega Brad Bird, che ha appena diretto Mission: Impossible - Ghost Protocol- e
fa il salto al cinema di azione con John
Carter. Si tratta di un ambizioso adattamento di The Princess of Mars, il romanzo con il quale Edgar Rice Burroughs
-il creatore di Tarzan- iniziò nel 1911 la sua saga marziana, che ha
influenzato tanto il fantasy e la
fantascienza contemporanea. In particolare, i suoi dieci libri hanno ispirato tutta
la serie di Star Wars, di George
Lucas, e di Avatar, di James Cameron.
Come c’era d’aspettarsi, ci sono molti echi di altre
produzioni in John Carter, che
Stanton inizia con un suggestivo prologo che rende omaggio ai western e film gotici d’intrigo. Poi il
regista di Boston immerge in un'epica avventura fantasy eroica, molto divertente nel cocktail di battaglie, amori e
colpi di umorismo, e risolta con impattanti effetti stereoscopici, un esotica
ambientazione e ottime animazioni digitali. Certo, con meno metraggio, più
chiarezza narrativa e un attore più carismatico -Taylor Kitsch è un po
'insipido-, l'insieme sarebbe migliorato notevolmente. Ma così com'è, diventa
un notevole film di genere, con tono familiare ed esaltazione dell’amore,
l’amicizia e la
libertà.. Jeronimo José Martin. ACEPRENSA.
24/3/2012. Regista: Sebastián Boresztein. Sceneggiatura: Sebastián
Boresztein. Interpreti: Ricardo Darín, Ignacio Huang, Muriel Santa Ana, Ivan
Romanelli. 93 min. Argentina, Spagna. 2011. Giovani-adulti. (X)
Il proprietario di un piccolo negozio di ferramenta,
burbero, metodico e amareggiato, vedrà come cambia la sua vita da scapolone
misantropo dopo un incontro casuale con un giovane cinese che è appena arrivato
a Buenos Aires e non sa una parola di spagnolo. Nel passato del nuovo arrivato
c’è un sacco di dolore e di fatica nel trovare un significato alla vita.
Darin, brillante ancora una volta, è un attore con delle
risorse, un professionista che si adatta a molti modi diversi di lavorare. E’
lui a sostenere la storia, che è artificialmente allungata, come ad esempio con
due stupidi sogni erotici, per arrivare ai 93 minuti.
Il film va avanti e, a volte, è brillante, come l’inizio
in Cina e la divertente rivendicazione per i bulloni mancanti. Il personaggio
femminile è inserito a forza nella storia: se fosse stata scritta meglio, poteva
dare più peso al film. Alberto Fijo.
ACEPRENSA.
Pubblico: Giovani-adulti. Contenuti: X (ACEPRENSA)
24/3/2012. Regista: Jason Reitman. Sceneggiatura: Diablo Cody. Interpreti: Charlize Theron, Patrick
Wilson, Elizabeth Reaser, Patton Oswalt, Collette Wolfe. 94 min. USA. 2011.
Adulti. (XD).
La
coppia Jason Reitman (dietro la cinepresa) e Diablo Cody
(scrittura) diedero alla luce Juno,
una commedia indie e cool che andava contro a tre o quattro
massime del pensiero politically correct
parlando di gravidanze in età adolescenziale. Poi, separatamente, Reitman ha girato il bel film Up in the Air e Cody scrisse l’invedibile Jennifer’s Body. Ora si incontrano di nuovo in Young Adult, la storia di una bella trentenne divorziata
determinata a tornare con l’ex-boyfriend,
felicemente sposato e che è appena diventato padre.
Come nel caso di Juno,
Young Adult non nasconde le cuciture
di una scrittura agile e spensierata -non dobbiamo dimenticare che Diablo Cody
iniziò la sua carriera come autore di un blog- in una successione di eventi
apparentemente insignificanti, che però tracciano una lucida radiografia di una
società allergica all’impegno e con una seria sindrome di Peter Pan. Il personaggio di Charlize Theron -magnifica
la sua recitazione- riassume i tic
più antipatici e chiarificatori di una generazione di viziati e capricciosi
trentenni, capaci di fare qualsiasi cosa per avere quello che vogliono. E il
resto dei protagonisti? Smidollati, pieni di complessi e sopraffatti davanti l'esplosione
di cool, offrono soltanto una debole
resistenza... ma per fortuna in casa -non sia che li considerino dei cafoni- conservano
la lucidità. Suona
familiare, vero?
Come ogni film destrutturato, è irregolare, ha qualche
calo di ritmo e minaccia in un paio di momenti di cadere nel buonismo che salva
tutto. Ma Cody e Reitman nascondono l'ultima carta: un finale riuscito e
sottolineato per una commedia amara con alcuni spunti interessanti. Ana Sánchez de la Nieta. ACEPRENSA.