Hunger games


28/4/2012. Regista: Gary Ross. Sceneggiatura: Gary Ross, Suzanne Collins, Billy Ray. Interpreti: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Woody Harrelson, Elizabeth Banks, Donald Sutherland. 117 min. USA. 2012. Giovani (V). Nelle sale dal 1 maggio.



Futuro distopico. Panem, ridotto alla miseria, è governato tirannicamente da Capitol, ed è diviso in dodici distretti. Ogni anno si svolgono i Giochi della fame, dove ogni quartiere sceglie a sorte un ragazzo e una ragazza dai 12 a 18 anni per un esercizio di sopravvivenza nella natura, dove si uccidono a vicenda,  e può uscire un solo vincitore. Katniss Everdeen, di 16 anni, si presenta volontaria del distretto 12 per sostituire la sorella minore, estratta a sorte.

È un adattamento del primo romanzo di una trilogia giovanile ideata da Suzanne Collins. Sebbene l'idea di affrontarsi a morte tra gli adolescenti si cita in Battle Royale, romanzo, film e manga, si potrebbero menzionare molte influenze, dai giochi olimpici e dei gladiatori, al tipo di storie “personaggio messo all’angolo” o di frontiera, e critiche alla televisione spazzatura, come The Truman Show.

Il film di Gary Ross, divertente e ben girato, diretto principalmente agli adolescenti, che già lo hanno fatto diventare un fenomeno di massa, non invita a cadere nella mediocrità di una società fleecy che impone certe regole del gioco. La protagonista, interpretata dalla magnifica attrice Jennifer Lawrence (Un gelido inverno), è così una "indignata con causa", che si sforza di essere padrona del suo destino, "giocando" con le norme che li detta la sua coscienza e non quelle imposte dal esterno, che violano la sua dignità. Questo non significa che si tratta di una insensibile Rambo femminile: è fragile, ha sentimenti, e alle volte viene vinta, e molto, da una certa inclinazione materna.

Sebbene l'idea di adolescenti che si uccidono a vicenda faccia tremare, viene evitata la violenza sgradevole. La struttura del film è assemblata con cura e ben oliata –nella ben rifinita sceneggiatura ha partecipato la stessa scrittrice insieme a Ross e Billy Ray-; ci sono personaggi secondari interessanti, come il mentore di Katniss, ma altri richiedono un ulteriore sviluppo. José María Aresté. ACEPRENSA.

Pubblico: Giovani. Contenuti: V (ACEPRENSA)

Battleship


28/4/2012. Regia: Peter Berg. Sceneggiatura: Erich Hoeber, Jon HoeberEric. Interpreti: Alexander Skarsgård, Josh Pence, Brooklyn Decker, Rihanna, Jesse Plemons, Liam Neeson, Taylor Kitsch, Tadanobu Asano, Gregory D. Gadson, Hamish Linklater, John Tui. 130 min. USA. 2012. Giovani.



Gli scienziati hanno scoperto un pianeta lontano di condizioni simili alla Terra e lanciano un segnale di comunicazione, per vedere se ricevono risposta. La ricevono. Cinque navi spaziali, che non vengono in pace, ma scatenano un inferno in mezzo a delle manovre navali di una forza internazionale nei pressi di Hawaii. Per fortuna il finora disastroso e indisciplinato tenente Alex Hopper seguirà i passi del dovere del suo eroico fratello, il capitano Stone. I suoi uomini sono uomini coraggiosi, e anche il suo rivale, il capitano giapponese Nagata, sarà un alleato prezioso: Pearl Harbour è già roba vecchia. E anche Sam, la fidanzata di Alex, si comporterà con coraggio facendo squadra con il disabile veterano di guerra Canales.

Adattamento del gioco di battaglia navale, o "Battleship", come la si conosce attraverso la versione più sofisticata commercializzata da Hasbro. Come si può immaginare, il gioco non ha trama, permettendo a regista e sceneggiatori di inventare una invasione aliena, e far lottare la Marina contro gli alieni. Il film non inganna, è puro intrattenimento, nella linea che spesso utilizzano Roland Emmerich e Michael Bay. Così il risultato principale della sceneggiatura dei fratelli Erich Hoeber e Jon Hoeber, è il modo in cui sono presenti i classici colpi nel buio tra due contendenti, con manovre brillanti. Per il resto abbiamo caratteri molto semplici e situazioni elementari: militare con talento ma indisciplinato, soldati e "soldatesse" coraggiosi, patriottismo con spazio eccezionale per i veterani, la comprensione tra le nazioni ... Ci sono scemenze come quella di comparare Colombo (e gli spagnoli, si capisce) con gli alieni per i loro sforzi distruttori, ma comunque, non gli va data eccessiva importanza.

Inoltre, ci sono elaborati effetti speciali, alieni con la corazza tipo Iron Man e navi alla Transformers, il software per gestire le acque e passaggi più o meno adrenalitici. È chiaro che il film avrebbe potuto essere alleggerito – veramente apporta qualcosa la partita di calcio o la distruzione di una parte di Hong Kong?-. Ma i produttori di questo tipo di film estivo non rimangono contenti senza la loro quota di lungometraggio, e pensano che la lunghezza sia importante. Dirige Peter Berg, autore del realistico e più o meno riuscito The Kingdom, ma anche la chiaramente non ottima Hancock, e lo fa con mestiere e poco più.

Negli attori non si è speso troppo, ma ci sono idee con gancio (o meglio, con protesi) come assumere nel suo primo ruolo cinematografico a Gregory D. Gadson, un veterano che perse entrambe le gambe in Iraq (sulla linea, e vi prego di non confrontare i due film, di quello che fecce William Wyler in I migliori anni della nostra vita con Harold Russsell), un esempio toccante di superazione in difficili circostanze che non vengono nascoste.

C'è anche la cantante Rihanna, come esordiente, o l’indossatrice di costumi di bagno Brooklyn Decker. A proposito di Taylor Kitsch, si presume che qualche esecutivo stará pregando che non succeda con questo film il fiasco di John Carter. Decine21.

Pubblico: Giovani. Contenuti: Azione 3 | Amore 1 | Lacrime 0 | Risate 1 | Sesso 0 | 1 Violenza (Decine21)

The Avengers


28/4/2012. Regista: Joss Whedon. Sceneggiatura: Zak Penn, Joss Whedon. Interpreti: Chris Hemsworth, Jeremy Renner, Scarlett Johansson, Robert Downey Jr., Tom Hiddleston, Chris Evans, Mark Ruffalo, Stellan Skarsgård, Samuel L. Jackson, Cobie Smulders, Clark Gregg, Gwyneth Paltrow, Harry Dean Stanton, Jerzy Skolimowski, Stan Lee. 142 min. USA. 2012. Giovani.


Loki, il complessato fratello di Thor, approfitta della apertura di un portale verso la Terra, nel contesto di un esperimento militare, per impossessarsi del Teseract, un artefatto cubico che li può dare la chiave per conquistare il pianeta con un potente esercito alieno. Enormemente preoccupato, Nick Fury, direttore dello S.H.I.E.L.D.,  mette in moto silenziosamente il progetto di "The Avengers", un raduno di supereroi che, uniti, possono diventare i guardiani della Terra. Si tratta di Iron Man (il famoso magnate Tony Stark), Hulk (Dr. Bruce Banner), Capitan America (Steve Rogers), Thor, Black Widow (l’agente Natasha Romanoff) e Hawkeye (Clint Barton), che devono mettere da parte il proprio ego, correre il rischio di essere manipolati da coloro che governano, e sopportare pazientemente le provocazioni del petulante Loki, per raggiungere i loro obiettivi. Fury ha la competente collaborazione dei suoi assistenti Hill e Coulson.

Si tratta del film più densamente popolato da supereroi Marvel nella storia del cinema. Dopo averli presentato uno per uno nei film precedenti, i personaggi creati da Stan Lee e Jack Kirby hanno finalmente una storia che mette insieme tutti, come è accaduto nel cómic dal 1963. Dietro la cinepresa c’è Joss Whedon, noto come il creatore della popolare serie TV Buffy – L'ammazzavampiri, e per aver partecipato nella sceneggiatura di film importanti come Toy Story. E dobbiamo riconoscere il merito di una sceneggiatura solida e coerente, dove l'argomento "salvare la Terra" è solo una scusa per costruire ragionevolmente personaggi e le loro relazioni, con un senso dell'umorismo divertente che trova la sfumatura che definisce la personalità di ogni uno e dà luogo ad un certo attrito. Serve solo un assaggio delle sue gag nelle cattive relazioni fraterne di Loki e Thor, definite come una cattiva versione di Shakespeare , una giocosa allusione alla regia di Thor da parte del shakespeariano Kenneth Branagh. Includere tanti personaggi, e che nessun attore possa lamentarsi di non aver avuto una manciata di scene interessanti, è senza dubbio un risultato positivo da parte di Whedon. Anche i non-supereroi hanno peso, tra cui Potts, l’efficace segretaria di Stark, o lo scienziato Selvig. Il cast stellare sembra trovarsi decisamente molto bene, e non sembra che si siano menati per rubarsi i primi piani.

Il capitolo degli effetti speciali eccelle per la loro spettacolarità. A questo punto sembra che c'è poco da inventare, ma vedere Hulk combattere con un caccia, o battersi con Thor, il camuffamento della fortezza spaziale e Iron Man cercando di risolvere alcuni danni, più la spettacolare invasione e distruzione di New York da parte di una sorta di scorpioni giganti, sono momenti di festa per i sensi, soprattutto sullo schermo di grandi dimensioni. Nel caso, l’utilizzo del 3D può contribuire a rendere i passaggi più colorati, ma per la verità, non offre molto di più, ancora una volta, oltre a giustificare la differenza di prezzo per un biglietto per coprire le spese del costoso giocattolo che è il film. Decine21.

Pubblico: Giovani. Contenuti: Azione 4 | Amore 1 | Lacrime 1 | Risate 2 | Sesso 0 | Violenza 1 (Decine21)

Marigold Hotel


28/4/2012. Regista: John Madden. Sceneggiatura: Ol Parker. Interpreti: Judi Dench, Bill Nighy, Tom Wilkinson, Maggie Smith, Dev Patel. 123 min. USA. 2012. Adulti. (S)



Il regista di Shakespeare in love e Il debito inizia questo film abbastanza bene, che già partendo dal poster, ne suggerisce il contenuto e il tono. L'inizio è agile e ha forza; e fa pensare che possa essere un dramedy valido. Non è così. Quello che segue è un vaudeville interminabile e ridicolo, con grandi e veterani attori facendo il possibile con personaggi patetici. Didascalica, politically correct, morbida, superficiale, banale.

L’eccesso di pittoreschismo indiano e un estenuante Dev Patel (The Millionaire) finiscono la pazienza del sofferto spettatore, che dopo aver superato le quasi due ore, può pensare a quanto facile sarebbe stato fare un film decente utilizzando le stesse risorse. Alberto Fijo. ACEPRENSA.

Pubblico: Adulti. Contenuti: S (ACEPRENSA)

Una spia non basta


28/4/2012. Regista: McG. Sceneggiatura: Timothy Dowling, Simon Kinberg. Interpreti: Reese Witherspoon, Chris Pine, Tom Hardy, Til Schweiger, Angela Bassett. 97 min. USA. 2011. Adulti. (XD)


Reese Witherspoon cerca di riconquistare il titolo di regina della commedia in un prodotto insipido, noioso e senza originalità. Foster e Tuck sono agenti semisegreti, dinamici, coraggiosi e soprattutto buoni amici, nonostante le loro differenze di carattere. Un giorno scoprono di essere innamorati della stessa ragazza. Nessuno dei due è disposto a rinunciare, così decidono di sviluppare un rigoroso regolamento ... e vinca il migliore. Un film rozzo, di cattivo gusto, per nulla attraente. Ana Sánchez de la Nieta. ACEPRENSA.

Pubblico: Adulti. Contenuti: X, D. (ACEPRENSA)

Biancaneve


24/3/2012. Regista: Tarsem Singh. Sceneggiatura: Melissa Wallack, Jason Keller. Interpreti: Lily Collins, Julia Roberts, Armie Hammer, Nathan Lane, Sean Bean. 106 min. USA. 2012. Tutti. Nelle sale dal 4 aprile.

Se non fosse perché è della Pixar, non ti aspetteresti niente da una versione per il vasto pubblico (bambini ma anche adulti) di una fiaba del compendio dei fratelli Grimm universalmente nota. L'ultimo fiasco è stato Cappuccetto Rosso Sangue di Catherine Hardwicke.


Questa Biancaneve è, sorprendentemente, un film di notevole qualità: divertente, ben scritto, ben recitato e con una grande forza visuale. Dice Bernie Goldmann, uno dei produttori, che si sono proposti “di fare una versione reale di Biancaneve che avesse il sentimento, la dimensione e la portata di un film d'animazione”. E questo è uno dei grandi successi di un film che, in qualsiasi momento, non perde né il ritmo, né il senso dell'umorismo propri dei buoni titoli animati.

L’inizio –sensazionale- dà il tono: senza trascurare la storia, il film cura al massimo tutti gli aspetti visivi e tecnici. Si sente l'influenza del regista indiano Tarsem Singh (The Fall), che imprime un vigoroso marchio Bollywood alla scenografia, la coreografia delle battaglie, la fotografia e i costumi.

E qui il merito cresce, perché non c'è fiaba più conosciuta di Biancaneve, e malgrado questo, il team di sceneggiatori riesce a creare intrighi e mantenere il tono in un modo molto abile. In questo senso, il ruolo -e il momento- della famosa mela- mi sembra una genialità.

Julia Roberts ricama il suo ruolo di odiosa matrigna. Lily Collins (figlia del musicista Phil Collins) interpreta con scioltezza una Biancaneve a metà strada tra la tradizionale principessa della commedia romantica e la moderna eroina d'azione. Ana Sánchez de la Nieta. ACEPRENSA.

Pubblico: Tutti. (ACEPRENSA)

Quasi amici


24/3/2012. Regia: Eric Toledano, Olivier Nakache. Sceneggiatura: Eric Toledano, Olivier Nakache. Interpreti: François Cluzet, Omar Sy, Audrey Fleurot, Anne Le Ny, Clotilde Mollet. 115 min. Francia. 2011. Giovani.

Arriva in Italia la commedia Quasi amici, dopo aver avuto un straordinario successo di pubblico in Francia (più di 19 milioni di spettatori), che si aggiunge ad alti incassi in altri paesi, come la Germania o Svizzera.


Il film è un adattamento molto libero di un evento reale, ed è stato in ogni momento sotto la supervisione dei veri protagonisti. Philippe è un miliardario parigino che è rimasto tetraplegico dopo un incidente di parapendio. Assume come infermiere e assistente a Driss (Omar Sy, Premio César per il migliore attore), un senegalese delinquente e dei bassifondi che diventa il contrappunto esistenziale che cercava Philippe. Da questo insolito rapporto emerge una amicizia che a poco a poco li umanizza.

Questa commedia esilarante non è del tutto originale, e ricorda altri film come i francesi Il mondo di Marty (Denis Bardiau, 2000) o il più popolare Lo scafandro e la farfalla (Julian Schnabel, 2007), ispirato anch’esso da eventi reali.

In questo caso, la freschezza della messa in scena, la mancanza di inibizione e la combinazione vincente di umorismo e tenerezza, fanno di Quasi amici un film speciale. Nonostante l’ottimismo antropologico, il film è molto francese nel relativismo e mancanza di riflessione sul senso di una vita amputata. In positivo, propone l'amore come guarigione, loda la responsabilità sulla propria vita ed esalta il valore della diversità e della amicizia gratuita. Juan Orellana. ACEPRENSA.

Pubblico: Giovani. (ACEPRENSA)